La vulvodinia, una malattia troppo poco conosciuta. Quali sono le cause della vulvodinia, i suoi sintomi principali e come fare a riconoscerla e curarla.

La vulvodinia, una malattia troppo poco conosciuta

Giovanna Benessere Leave a Comment

La vulvodinia, una malattia troppo poco conosciuta. La vulvodinia, anche chiamata sindorme vulvovestibolare, è una malattia femminile ancora poco nota che provoca dolore e bruciore nella regione vulvare. Questa sindrome colpisce le terminazioni nervose della vulva infiammandole in maniera cronica, e i sintomi principali che si presentano sono il dolore, il bruciore e l’arrossamento delle parti intime, senza lesioni visibili. Per questo motivo, anche dagli specialisti viene a volte confusa con infezioni, irritazioni di vario genere o cistiti, tutte problematiche con sintomi simili e più facili da diagnosticare. In realtà, la maggior parte delle donne affette da vulvodinia non presentano quadri clinici con questo genere di infezioni: è la vulvodinia a mascherarsi molto bene. Questo mancato riconoscimento, insieme alla reticenza di molte donne a parlare di problemi inerenti la sfera genitale, causano un ritardo medio della diagnosi di 4 anni. Secondo alcune stime, tuttavia, soffrono di una qualche forma di vulvodinia circa il 16% delle donne in età fertile, ed è proprio ora che inizi a essere studiata, riconosciuta e soprattutto curata.

Che sintomi ha e come si diagnostica la vulvodinia?

Vediamo quindi come fare a capire se si soffre di questa patologia. Chi è colpita dalla vulvodinia soffre di disturbi che vanno da un livello leggero e tutto sommato sopportabile di bruciore, fastidio e/o prurito, fino ad arrivare a un dolore insopportabile e invalidante, che rende intollerabile persino il contatto con la biancheria intima e ostacola le più normali attività quotidiane. Come per tutte le patologie, il quadro doloroso e infiammatorio può peggiorare anche severamente se non viene trattato in maniera adeguata. Alcune donne affette da vulvodinia non trattata da anni riportano un dolore acuto o bruciante, non soltanto a seguito di sforzi, contatti fisici o sfregamenti, ma che si può anche presentare in modo del tutto spontaneo. Si possono dunque immaginare le ripercussioni importanti che questa malattia ha su tutti i campi della vita e in particolare su quello relazionale e sessuale. La diagnosi più sicura è un test detto swab test o Q-tip (“cotton fioc” in italiano) che consiste nel toccare appunto con un bastoncino alcune zone che la vulvodinia rende particolarmente sensibili, ma che in altre donne non lo sono, e nell’osservare la reazione della paziente.

Cause della vulvodinia

Sono state identificate diverse possibili cause della vulvodinia, che possono presentarsi anche in concomitanza:

  • alcuni generi di infezioni batteriche, micotiche o virali recidivanti e spesso non curate o curate male
  • reazione a medicinali o altre sostanze chimiche particolarmente aggressive (di cui possono far parte alcuni elementi presenti nei detergenti intimi, per chi è più sensibile)
  • reazioni autoimmuni
  • traumi fisici e, secondo alcuni, anche psicologici.

Le cause possibili sono molte, e difficili da isolare, perché chi soffre di questa malattia ha un’ipersensibilità agli stimoli, che provoca facilmente l’innescarsi di un circolo vizioso di infiammazione e ipertono muscolare.

Se presenti sintomi simili a quelli descritti, per avere informazioni, ascolto e consigli sugli specialisti nella tua zona, visita:

Vulvodiniapuntoinfo Onlus
VIVA, Vincere Insieme la Vulvodinia
Associazione Italiana Vulvodinia

Esistono anche diversi gruppi Facebook collegati all’argomento, che vi invitiamo a cercare.

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