Barbie Xanax: parliamo di principesse Disney

Barbie Xanax: parliamo di principesse Disney

Lola Identità e Orientamento, Personaggi Leave a Comment

Barbie Xanax: parliamo di principesse Disney. Barbie Xanax si definisce “una pubblicità che si crede una persona”, è una giovane (o forse sono io l’anzianotta) YouTuber che da alcuni anni gestisce due canali. Quello che ci ha colpite maggiormente è l’omonimo Barbie Xanax, in cui si occupa principalmente di critica cinematografica, e in cui Barbie/Marta sottolinea spesso il suo punto di vista contro discriminazioni di ogni tipo, in particolar modo quelle relative a genere e orientamento sessuale. L’altro canale ha temi più leggeri, altrettanto importanti nella vita, ma in questa sede parleremo di cinema. Abbiamo fatto due chiacchiere e Barbie Xanax ha risposto a qualche domanda. Abbiamo voluto concentrarci un po’ anche sulla produzione Disney sia perché dal suo canale è evidente che Barbie Xanax la apprezza, sia perché si tratta di una delle tante che contribuisce a rappresentare e modellare la nostra cultura.

Nella tua vita si è risvegliata prima la critica cinematografica o la femminista?

Forse la prima cosa ad essersi risvegliata in me è stata la guerriera sailor, poi la ragazza spice a favore del girl power, infine la critica.

Sappiamo dai tuoi video che ti piacciono molto i film Disney. Ci dici la tua su come siamo passati da “Shalalalalalala Kiss the Girl” (La Sirenetta) a un personaggio maschile che chiede il consenso per un bacio (Frozen)?

Credo che sia un’evoluzione dei costumi, ma credo anche che siano diversi approcci basati su diverse personalità (che possono essere maschili o femminili): c’è chi si butta a baciare qualcuno con il rischio di essere rifiutato e chi va in punta di piedi. Ovviamente nei film Disney la parte attiva ad avere l’iniziativa è ancora quella maschile, sarebbe carino vedere più principesse che prendono l’iniziativa. Non credo prendere l’iniziativa sia l’opposto di chiedere il consenso, credo che facciano e chiedano la stessa cosa in due modi diversi.

Pensi che lo sviluppo dei personaggi verso un minore sessismo, che stiamo vedendo nell’ultimo periodo, interessi allo stesso modo tutte le categorie di personaggi?

Credo di sì, ma onestamente non parlerei di sessismo per quanto riguarda la Disney. Prendere in considerazione opere di 40 anni fa e analizzarle con i nostri canoni non sarebbe molto giusto. La Disney è stata spesso tacciata di sessismo e c’è una lunga polemica sulle principesse; lo trovo un approccio un po’ miope. Moltissimi film statunitensi dell’epoca erano ben peggiori, sotto l’aspetto maschilista e razzista, invece in confronto i film Disney ne escono fuori come esempi di integrazione. Stiamo parlando di storie spesso molto semplici, personaggi abbozzati privi di un approfondimento psicologico; personaggi maschili che sì salvano la povera principessa ma molto spesso sono dipinti come dei beoti che devono farsi aiutare da degli uccellini di bosco più svegli di loro. Pensiamo a Biancaneve: lei è dipinta come una domestica canterina, ma pure del principe sappiamo ben poco, sappiamo che è un belloccio e non particolarmente sveglio. I film Disney sono storie soprattutto al femminile, perché i personaggi coinvolti solo per lo più di sesso femminile, e spesso c’è un contrasto tra donna giovane e donna anziana.

Molto si è detto della bellezza delle principesse e di come possa essere un ideale deleterio per le giovani bambine. In realtà secondo me è solo simbolismo, i personaggi giovani e belli rappresentano le cose belle e quindi la vita; i personaggi anziani sono più vicini alla morte e quindi sono cattivi e mortali. Certo, le discriminazioni ci sono, soprattutto a livello razziale, ma man mano la Disney sta tentando di includere principesse il più diverse possibili tra loro e la vedo una cosa positiva.

Quando pensi potremo vedere un film Disney con due principi azzurri?

Forse è più possibile e vicino vedere e sperare in due re padri che hanno come figlia una principessa o un principe che poi sarà il protagonista della storia. Molti dei fan Disney sono adulti, ma i cartoni sono indirizzati ai bambini che sono molto più svegli di noi, riescono a vedere oltre il letterale e già nelle storie “impossibili” (come quelle tra una sirena e un umano, o tra una principessa e un ladro) riescono a percepire che l’amore tra “diversi” è amore e chi lo ostacola è il cattivo della storia. Noi adulti abbiamo bisogno di rassicurazioni esplicite, i bambini sono più perspicaci e tenaci di noi adulti. Nessun bambino vuole che i due protagonisti innamorati siano separati, nessun bambino tenta di convertire Ariel e a sposare un sirenetto, nessun bambino pensa “sono diversi”, ma si focalizza invece sul “si vogliono bene e quindi devono stare insieme”. Siamo noi adulti che percepiamo la diversità come un ostacolo.

Parliamo anche della rappresentazione di orientamenti non etero (v. sopra), transessualità e generi non binari, relazioni non monogame. Che passi avanti o indietro ti sembra abbia fatto il cinema, a grandi linee? E in Italia?

L’Italia è lontana anni luce su queste cose: qui a parte i film su poliziotti, preti e coppie in crisi non si fa nulla. Se si fanno film su temi LGBTQ finisce spesso in un disastro perché sono pieni di cliché ed ignoranza, e il film diventa un’immondizia del 1800. Qui in Italia ti producono il film soprattutto se nel finale il protagonista si converte e diventa etero dall’oggi al domani, dipingendo così un rapporto omosessuale come una parentesi di gioventù fatta da una persona che vuole provare nuove esperienze. Si dà così una visione totalmente distorta dell’orientamento sessuale, non prendendo mai in considerazione la pansessualità o la bisessualità. In Italia esistono solo etero e gay, e se sei gay devi esserlo stile macchietta o “invisibile”, se vuoi essere tollerato (nemmeno accettato, ma tollerato). Questo vale per le persone così come per i personaggi e le storie nei film italiani.

All’estero le menti sono più aperte, non a caso quasi ovunque il matrimonio egualitario è legge, mentre in Italia al solo dire “unioni civili” qualcuno con l’odio in tasca prende un libro e si mette in piedi nel salotto di casa. Come sempre il cinema indipendente (estero) è più avanti, osa di più anche nel mostrare le vite, i sentimenti o i corpi di tutti coloro che vengono eclissati non avendo nessuno che racconti le loro storie.

Ci dai una microclassifica di 3 film da non perdere su queste tematiche?

I film sono tantissimi e tre sono pochissimi ne suggerisco uno solo per argomento: a tematica lesbica assolutamente “But I’m a cheerleader”. A tema matrimonio egualitario direi “Il vizietto”, un film attualissimo su due padri. Per quanto riguarda la transessualità “Boys don’t cry”: spesso si parla della transizione MtF e si dimentica chi fa il percorso inverso. Per quanto riguarda la fluidità degli orientamenti e dei generi assolutamente “The Rocky Horror Picture Show” ed infine un film sulla comunità LGBT che è bellissimo “Paris is burning”.

Conoscevate già Barbie Xanax e i film che menziona? Aspettiamo i vostri commenti!

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