Sono la B in LGBT: che cosa significa essere bisessuale. Lo sfogo di una persona bisessuale: è per questo che diciamo di no alle discriminazioni.

Sono la B in LGBT: che cosa significa essere bisessuale

Lola Identità e Orientamento 2 Comments

Sono la B in LGBT: che cosa significa essere bisessuale. Abbiamo ricevuto questo testo da una persona che ci legge, che ci ha chiesto di mantenere riservati sia il nome che il genere. Pubblichiamo con piacere questo testo sofferto e rabbioso, perché è allineato alla nostra mission, contro le discriminazioni e a favore dell’accettazione e dell’inclusione. Anche se, ci auguriamo, il mondo non è tutto così.

Sono la B in LGBT, una delle tante.

Sono una di quelle persone che non esistono. Perché lo sappiamo, i bisessuali non esistono. E se esistono sono confusi. Sono libertini e avidi, indecisi e irrispettosi. Mi dispiace, avete la disgrazia di dividere il mondo con loro, che scegliendo di tenersi questo orientamento a troppo ampio spettro vi riempiono di incertezza e confusione, e di paura perché potreste avere il doppio dei rivali.

O se esistono, i bisessuali, la verità è che sono dei maiali e delle zoccole con standard troppo bassi. La ragazza bisessuale con cui fare le cose a tre, perché ci avete pensato vero? Come non pensarci, quante volte ce lo hanno chiesto, persone sconosciute, a noi bisessuali con la vagina. Ti piacciono uomini e donne, quindi tutti gli uomini e tutte le donne. Oppure siamo l’uomo sposato che si butterebbe su qualsiasi pisello perché la verità è che è fr*cio, ma non vuole ammetterlo. Perché se ti piace il pene, allora non sei uomo abbastanza.

Sono la B in LGBT, sono bisessuale. Non ho bisogno di fare coming out, o forse ne ho troppo bisogno. Non ne ho bisogno perché, certo, non esisto. Non ne ho bisogno quando ho un partner del genere opposto, perché mi conformo all’aspettativa. Non ne ho bisogno quando ho un partner del mio genere, perché sono solo un gay come tanti, una lesbica a caso. Ne ho bisogno ogni volta che ho un nuovo partner, ogni volta che i miei stessi amici sembrano dimenticarsi del mio orientamento, perché sembrava che avessi finalmente preso una decisione.

E invece no.

Sono la B in LGBT, sono bisessuale. Esisto. E ho paura ogni volta che inizio una relazione, qualsiasi relazione, di non essere accettat*. Sono bisessuale e tutti mi dicono che non esisto, che sono io ad avere un problema. Sono bisessuale e non ho avuto il coraggio di dirlo ai miei genitori, perché un figlio fr*cio va bene, una figlia lesbica ci adattiamo, ma una persona così fuori dagli schemi non va bene no, magari va pure a fare le orge e quelle cose gender, eh. Sono bisessuale e non ho avuto il coraggio di dirlo ai miei partner. Mi nascondo e mi prendono per la donna così libera da andare con le altre donne (perché “le donne non contano”), per il gay nascosto che si vergogna troppo.

Sì. Mi vergogno. Mi vergogno ogni giorno, di aver permesso al mondo di influenzarmi così tanto da farmi credere a tratti che non esisto, che mi sbaglio, che devo per forza scegliere. O che se non sono dispost* a scegliere, dovrei almeno decidermi a farmi chiunque passi intorno. Mi vergogno ogni giorno, di aver permesso agli stereotipi di farmi considerare vergognose le mie relazioni con persone del mio stesso genere. Mi vergogno di ogni singola volta in cui ho cercato di essere normale. In cui ho taciuto, abbassato gli occhi, pensato di non essere rilevante.

Io sono rilevante e il mio orientamento ha una dignità. Andatevene al diavolo, io esisto e sono bisessuale e se non ci credete il problema è vostro.

Comments 2

  1. Mimmo

    Perché tanta rabbia? Ho sofferto di più nel percepire il tuo astio, la tua rabbia, la tua insofferenza verso chi non ti capisce che non per la difficoltà (che comprendo pienamente) di trovare una tua collocazione nel mondo che ti circonda. La mia bisessualità non mi genera le difficoltà che riporti (non è un’accusa ma una riflessione) e con questo non voglio negare quanto affermi essendo tutto vero e condiviso. È solo il modo di viverlo ed affrontarlo che mi posiziona in un punto di vista differente dal tuo. Di fare il terzo nel letto viene chiesto a tutti, non solo a noi.
    Se nel mondo LGBT si riscontrano persone che manifestano difficoltà a comprenderci non è un problema nostro ma loro e vanno incoraggiati a chiarirsi le idee con esempi concreti e circostanziati.
    Ho notato come molti gay ‘sospettosi’ della mia bisessualità si sono col tempo avvicinati ed ora sono cari amici solo ponendo loro la riflessione che la bisessualità va accolta e rispettata nella stessa misura in cui si chiede ad un etero di accogliere e rispettare un gay. Come l’etero non ha in sé la comprensione della pulsione del gay ma lo rispetta, così ad un gay (che chiede all’etero rispetto per una pulsione che non sente in se stesso) si chiede la stessa sensibilità di accogliere e rispettare un’esigenza affettiva e sessuale che non fa parte di lui.
    Se poi qualcuno, parte della comunità LGBT, è così poco sensibile e così poco culturalmente ed emotivamente educato ad accogliere le diversità non fartene un problema tu, è energia sprecata che non può non trasformarsi in rabbia.
    Avvicina e viviti gli amici che ti comprendono e rispettano (i miei, al Cassero di Bologna, sono la stragrande maggioranza) e lascia perdere le battaglie perse in partenza.
    Ti saluto ricordandoti un vecchio detto: ‘Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire’
    Con affetto. Mimmo

    1. Post
      Author
      Lola

      Grazie per aver condiviso anche la tua testimonianza Mimmo, per noi sono tutte preziose! Se ti va raccontaci qualcosa in più sulla tua esperienza :)

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