E siamo persone normali: vita queer, poliamorosa, amorevole. Siamo tutti persone intere, anche quando le famiglie ne vedono solo un lato.

E siamo persone normali: vita queer, poliamorosa, amorevole

Lola Identità e Orientamento 2 Comments

E siamo persone normali: vita queer, poliamorosa, amorevole. Abbiamo ricevuto questa e-mail. Sentita e sofferta come le esperienze di tante persone che deviano da quella che è percepita come norma. E con un messaggio importante sulla vita, la normalità e il rispetto. Grazie di averlo condiviso con noi!

Per i nostri post su argomenti come l’orientamento sessuale, l’identità di genere e il poliamore, seguite i tag che trovate in fondo alla pagina e nella colonna di destra!

Caro papà, vorrei dirti un sacco di cose su di me e sul resto del mondo.

Tante, troppe volte quando apri la bocca ti vengono fuori parole come “negri” e “froci” e nonostante le mie insistenze non c’è verso di farti smettere.

Vieni da un mondo in cui queste parole erano descrittive, credo, o così mi hai spiegato ridendo. Tu stesso mi hai portato ad esempio “siamo i Watussi, gli altissimi negri” ma quella è una canzone che ha ancora più anni di te. E viene da un mondo ancora più vecchio e stereotipato. Ogni volta che dici “non sono razzista né omofobo” ma poi fai battute di pessimo gusto, qualcosa si inceppa nel mio cervello e mi bruciano le mani. E vorrei scuoterti e chiederti per quale motivo devi prendere in giro il prossimo sulla base di un privilegio di cui benefici senza aver fatto niente per meritarlo.

Io sono una donna bianca in Europa: nella media del mondo ho avuto molti più privilegi della stragrande maggioranza. Alcuni sono stati dettati dal caso, altri me li sono guadagnati ma, senza andare troppo lontano, rispetto ai miei fratelli sono stata discriminata sulla base sessuale anche in casa. Sono stata sfottuta e trattata con leggerezza perché sono una donna, perché ho il ciclo, perché non sono mai della taglia giusta, perché mi curo troppo o troppo poco, perché devo essere accondiscendente e introversa e invece sono indipendente e mi prendo tutto lo spazio che desidero.

Sfottere la gente per qualcosa che ritieni ridicolo o inadatto è una porcata. Una vera porcata. Specie se quella cosa è intrinseca, come il colore della pelle o le preferenze sessuali. Vuol dire che non capisci, anzi non ti interessa il valore che le persone danno a ciò che per loro è importante. Ad esempio loro stesse.

Capirai bene che una persona non puoi amarla davvero se non ne riconosci il valore e se non lo rispetti.

Queste parole sono per dirti che sono pansessuale e poliamorosa.

Questo significa che mi piacciono le persone così come sono indipendentemente dal sesso e dalla loro identità di genere; e che ho più relazioni d’amore in parallelo. A volte c’è anche il sesso, più spesso non c’è. Ma sono di amore e reciproca cura e assistenza e coccole e tutte quelle cose che non cadono nella voce “amicizia”, troppo piccola e ristretta per descriverle.

Questo per dirti che il mio compagno in realtà ha scoperto di essere una donna transgender, che ho una ragazza con cui ho un rapporto in perenne mutazione, che mi sono di nuovo innamorata anche di un mio collega tanto gentile ed è proprio amore con le farfalle nello stomaco e i cuoricini negli occhi. Che il mio compagno è la persona più straordinaria ed amorevole che abbia mai conosciuto e che è felice che io abbia così tanto amore per il resto del mondo e che sia amata a mia volta. E siamo persone normali.

Per dirti che la mia ragazza ha due relazioni, con due persone adorabili, e che sono estremamente grata del fatto che abbia l’amore e la cura di tutti quelli che hanno deciso di averla nella vita; e non voglio per lei niente altro che questo. Quel mio amico che tu apprezzi tanto è gay. Quegli altri ancora hanno figli fuori dal matrimonio. Quegli altri, in privato, si vestono di pelle e si fanno male a vicenda e non potrebbero esserne più felici. E siamo persone normali, siamo tutti persone normali.

Non siamo freak o gente strana.

Siamo persone che stanno in fila in autostrada, pagano le tasse, vanno in ferie, fanno la spesa. Siamo tutti laureati, professionisti, militari, filosofi, ingegneri, genitori, avvocati, musicisti, informatici, figli e fratelli e siamo gente come tutti.

Caro papà, tu non sei un cretino. Davvero. Forse pensi di non essere omofobo o razzista perché quando il gioco si fa serio sei una persona come si deve ma le battute fatte soprappensiero secondo me dicono molto di noi. Di chi siamo, di chi ci fa ridere per inferiorità presunta. Darò per buono che tu sia un razzista ed omofobo inconsapevole, ma davvero non sei un cretino. Fai un lavoro difficile, hai studiato tanto, ti sei specializzato nel tuo lavoro, hai fatto carriera, e onestamente se hai il cervello per stare dietro al lavoro, allo studio, a tutti gli avanzamenti scientifici dai buchi neri alle onde gravitazionali, se non ti comporti in modo civile col prossimo, nel modo in cui il mondo è nel 2016 non è perché non afferri il concetto ma perché non te ne frega niente.
Se riesci a stare dietro alla tecnologia avanzata, riesci a stare dietro anche ai cambiamenti di costume e cultura. E se non lo sai fare, prendi per buone le mie parole, insegnate da te: rispetta le persone, non insultare, comportati bene. E invece così mostri che non te ne frega niente.

E te ne dovrebbe fregare perché siamo persone che fanno parte della tua cerchia di conoscenze, gente che tua figlia ama, e che ama tua figlia. Gente con cui hai lavorato, gente con cui hai studiato, gente con cui vai a cena, stai in fila in autostrada, al supermercato, prendi il treno o l’aereo.

Non siamo freak lontani su un’isola deserta. Noi siamo qui adesso. Persone normali.

Siamo qui e ci vogliamo bene.

Siamo qui e siamo insieme.

Queste parole sono per sognare di dirti le cose che ho nel cuore ma soprattutto per assicurarmi che, non dicendotele, anche tu continui a volermi bene ed a stare con me.

Ti stringo forte.

Comments 2

  1. Sara

    Mi piace molto, a parte quel “gente normale”. Normale rispetto a chi e cosa? La norma è il modello maschilista monogamo eterosessuale, da cui sono felicissima di essere distante. Usare parole come “normale” come forma di rivendicazione, lo trovo un assurdo tentativo di piacere alla società che solitamente ci tiene ben a distanza, il processo di assimilazione alla maggioranza della società è quello che sta facendo da troppo la comunità lgbt finendo per rientrare completamente nella visione eteronormata del mondo. La nostra forza, in quanto persone queer, è proprio quella che quel processo di assimilazione non lo vogliamo, ecco perché trovo abbastanza controproducente utilizzare una simile terminologia a fini politici.

  2. Post
    Author
    Lola

    Grazie Sara per il tuo commento! Questa è una lettera rivolta a una persona cara, non un documento o rivendicazione politica, quindi mi sento di dire che come tale è stata pensata e scritta. Quello che dici è molto interessante e se vorrai saremo liet* di dare più spazio alle tue parole! :-)

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