BProud: sii orgoglios* di essere bisessuale! Due chiacchiere con le curatrici di un importante blog sulla bisessualità

BProud: sii orgoglios* di essere bisessuale!

Giovanna Identità e Orientamento, Personaggi Leave a Comment

BProud: sii orgoglios* di essere bisessuale! Il nostro blog è a favore della visibilità di tutti gli orientamenti (e i generi, le varianti, le preferenze e così via). Oggi abbiamo intervistato per voi le autrici del blog BProud, che come noi lavorano per la visibilità, in particolar modo dell’orientamento bisessuale. Ecco quello che ci hanno raccontato.

Ci raccontate con le vostre parole il progetto di Bproud?

Bproud è tante cose, ma principalmente è un punto di incontro molto informale per le persone che si riconoscono nell’orientamento bisessuale o, come piace dire a noi, bi+:  nella pagina Facebook di bproud abbiamo infatti scelto di rappresentarci con l’immagine di un ombrello, che idealmente accoglie tutti coloro che sentono di non appartenere a un orientamento esclusivamente omosessuale o eterosessuale.

L’intento è però di unire e non dividere: siamo un gruppo di persone di diversi orientamenti (anche omo ed eterosessuali) e vogliamo che tutti si sentano accolti e liberi di essere se stessi.

Come è nata l’idea, e come è cresciuta?

Francesca: L’idea è nata quando, subito dopo avere intrapreso una relazione con Silvia (la mia prima storia con una donna), stavo cercando di capire qual era il mio orientamento. Anche dopo essermi resa conto di essere bisessuale, purtroppo non ho trovato nessun tipo di riferimento o associazione a cui rivolgermi per un confronto. Avevo però trovato diverso materiale in inglese che mi è stato di molto aiuto. Quindi parlandone con Silvia abbiamo deciso di cercare di creare qualcosa noi.

Silvia: Mettendo insieme le mie competenze di programmatrice e quelle linguistiche di Francesca abbiamo deciso di partire con un blog e iniziare a dare qualche informazione sulla bisessualità in Italia.
Ci siamo subito rese conto che le persone ci scrivevano e che in realtà c’era un gran bisogno di una cosa simile, quindi, anche se con qualche fase di assestamento, abbiamo deciso di portare avanti il progetto anche su altri fronti.

Oltre al blog, sappiamo che scrivete su LezPop. Il vostro progetto include anche altre attività o futuri sviluppi?

Sì, oltre al blog e alla nostra rubrica quindicinale su LezPop, abbiamo una pagina facebook a cui collabora oltre a noi un gruppo sempre crescente di persone. Inoltre siamo anche su twitter e tumblr.

Inoltre, recentemente siamo state contattate e intervistate dal Corriere della Sera per parlare di bisessualità e relazioni di coppia nell’ambito dell’inchiesta Sesso e amore della rubrica La 27a ora.

Abbiamo anche avviato un progetto per andare a parlare nelle scuole di Bologna e dintorni e teniamo degli incontri presso varie associazioni per parlare di bisessualità e raccontare la nostra storia.

Avete dei lettori o interlocutori tipo? Se sì, sono quelli che immaginavate quando avete iniziato a scrivere?

Sì, ci sono diverse persone che ci scrivono, per raccontarci la loro storia o per chiedere supporto o un consiglio. Dato che siamo una coppia di donne, gli interlocutori sono prevalentemente donne o ragazze che scoprono di essere attratte da entrambi i sessi e fanno fatica a gestire questa scoperta. Quando abbiamo iniziato questa avventura speravamo di avere un riscontro, anche se non avevamo un’idea precisa di quale sarebbe stato. Oggi ci piacerebbe coinvolgere anche il mondo maschile, che spesso ha una difficoltà ancora maggiore a venire allo scoperto.

Sappiamo fin troppo bene che l’orientamento bisessuale è molto invisibile (anche se qualcosa ci sembra inizi a cambiare nelle fasce più giovani). Ci sono delle realtà che oggi consigliereste come riferimento a chi ha un desiderio di comunità?

Purtroppo questo è il punto dolente: non esistono ancora delle realtà di riferimento per le persone bisessuali, anche se per fortuna alcune associazioni stanno diventando pian piano più inclusive e qualcosa sta iniziando a muoversi. Speriamo nei prossimi anni di riuscire davvero a creare una vera e propria comunità Bi+.

Ma le cose stanno effettivamente cambiando anche per le persone bisessuali? In che modo e a che ritmo?

Quello che stiamo riscontrando è che, per fortuna, tra i giovani c’è la tendenza a vivere la sessualità in modo molto più fluido rispetto a qualche anno fa. È abbastanza frequente che un ragazzo o una ragazza ammetta senza troppi problemi di avere avuto relazioni o esperienze con persone di entrambi i sessi. In questo, però, il luogo di provenienza ha ancora un’influenza enorme: ad esempio, è indubbiamente più facile dichiararsi bisessuali in una grande città rispetto a realtà più piccole.

Secondo voi che cosa manca in Italia per poter avere una realtà integrata e priva di omo-bi-transfobia?

Sicuramente la mancanza più grave è l’assenza di una legge contro l’omo-bi-transfobia. Lo stato per tanti anni ci ha considerato inesistenti e questo ha avallato tutte le tesi e le possibili violenze, esplicite o implicite, contro gli orientamenti e le identità di genere diversi da quelli considerati “standard”. Oggi abbiamo avuto finalmente un primo riconoscimento giuridico delle nostre relazioni di coppia, che, sebbene incompleto e non totalmente soddisfacente, ci permette di avere un valore inviolabile davanti alla legge. Con il tempo questo porterà sempre più persone a rispettarci e a vedere che siamo anche noi parte integrante della società. Una legge contro l’omo-bi-transfobia permetterebbe di contrastare in modo deciso anche chi si ostina ad avere un atteggiamento discriminatorio e violento.

Avete un consiglio per chi desidera fare coming out (come bisessuale o altro), o magari per chi lo ha fatto e le cose non sono andate proprio bene?

Francesca: Fare coming out non è mai facile per nessuno: si hanno tante paure e non si sa mai come possono reagire le persone a cui decidiamo di dirlo. Per i bisessuali, c’è un ostacolo in più: siccome è un orientamento ancora poco conosciuto, spesso non viene preso seriamente. È molto facile che le persone lo sminuiscano dicendo che è una fase o che siamo confusi, anche se magari per noi è tutto molto chiaro. Per questo motivo, se devo dare un consiglio, direi di non scoraggiarsi e non stancarsi mai di parlarne.

Silvia: Sono d’accordissimo, mai stancarsi, non solo di parlarne, ma mai stancarsi di fare coming out in generale e dire chi si è, anche quando gli altri non la prendono come ci si aspettava. A volte purtroppo si possono perdere delle persone, a volte invece con altre, magari le più importanti, ci possono volere anni prima che davvero capiscano. Ma non vi nascondete mai. È meglio perdere una persona che non vi sa apprezzare per come siete che non essere liberi di essere voi stessi. E a volte anche chi reagisce male con il tempo capisce che l’unica cosa importante siete voi e la vostra felicità.

Grazie a Francesca e Silvia. E per voi altri, che aspettate a visitare BProud?

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