OpenCon Italia, il primo incontro nazionale sul poliamore. Il primo incontro nazionale ricco di seminari sul poliamore.

OpenCon Italia, il primo incontro nazionale sul poliamore

Giovanna News, Relazioni Leave a Comment

OpenCon Italia, il primo incontro nazionale sul poliamore. Questa settimana vogliamo parlarvi di un evento molto interessante che si svolgerà nei prossimi giorni, l’OpenCon. Ci siamo fatti raccontare dell’OpenCon Italia da una delle persone che l’organizzano, Emanuela De Bellis dell’associazione R.Eti.

Sappiamo che a breve si terrà in Italia la prima OpenCon, ci racconteresti di che si tratta?

L’OpenCon Italia si svolgerà nel weekend dal 24 al 26 Giugno a Trevi. Si tratta di un incontro nazionale sul poliamore e sui temi che vi ruotano intorno, dove ogni partecipante avrà la possibilità di confrontarsi con argomenti, vissuti, idee e prospettive di chi condivide un orientamento affettivo non monogamico.

L’idea che sta alla base è quella di poter imparare e potersi trasformare attraverso l’incontro con l’altro: ogni partecipante potrà partecipare a workshop o cerchi di condivisione oppure organizzarli, in un’ottica di orizzontalità delle competenze e di co-responsabilità. Vogliamo che ogni partecipante si senta allo stesso tempo anche co-costruttore dell’OpenCon.

Come si svolgerà l’OpenCon Italia?

Inizierà il venerdì sera con un cerchio di apertura, e proseguirà per tutto il week end, fino al cerchio di chiusura della domenica pomeriggio.

Le mattine e i pomeriggi saranno dedicati ai seminari e ai cerchi di condivisione: ogni partecipante, come dicevo, può proporne uno, o può partecipare a uno di quelli già proposti. Le proposte saranno riunite in un tabellone per distribuire gli incontri nelle fasce orarie e nelle stanze a nostra disposizione. E’ inoltre previsto un momento serale di condivisione e contenimento dei vissuti emotivi accumulati durante la giornata. I seminari hanno come oggetto vari aspetti delle relazioni amorose e interpersonali in genere, le emozioni, il loro vissuto e la loro gestione, il consenso, la sicurezza e molti altri argomenti.

Puoi raccontarci anche di R.Eti, l’associazione che sta organizzando l’OpenCon Italia?

R.Eti. è un’associazione appena nata, fondata da alcuni degli organizzatori degli incontri della comunità poliamorosa romana. Abbiamo sentito la necessità di costituirci come associazione per poter ampliare le possibilità di organizzazione e promozione dei nostri princìpi.

R.Eti. sta per “Relazioni Etiche”, intese come consapevoli, trasparenti, autodeterminate e consensuali. Cerchiamo di diffondere un’idea di relazione, affettiva, sentimentale o sessuale, slegata da un sistema di regole esterno, e poggiata sulla propria intenzionalità, e sulla comunicazione con l’altro. Vogliamo cercare di dare spazio a tutte quelle forme di relazione che non trovano posto in un assetto tradizionale, ma che si basano su legami affettivi e scelte consapevoli. Allo stesso tempo, R.Eti. rimanda all’idea di un’interconnessione che secondo noi è alla base di una vita affettiva ricca e consensuale: ogni azione individuale trasmette movimento alle relazioni che ci circondano, e va toccare, direttamente o indirettamente, altri individui, a diversi gradi di separazione. Esserne consapevoli aiuta a rimanere in contatto con le proprie responsabilità, con una visione ecologica del sé.

Con che aspettative la state organizzando? Pensate che saranno soddisfatte?

Inizialmente non sapevamo che affluenza aspettarci, essendo la prima volta in Italia. Ci eravamo dati un tetto massimo per prenotazioni, ma avevamo anche paura che non avremmo raggiunto il limite minimo di partecipanti: in realtà abbiamo sforato il tetto e abbiamo una lista di persone in attesa!

L’altra paura era che non ci sarebbero state abbastanza proposte per i workshop o i cerchi di condivisione, ma anche in questo caso ci siamo dovuti ricredere, perché già dalle proposte on line abbiamo raggiunto il numero minimo per coprire ogni fascia oraria, e ci aspettiamo altre proposte durante il week end.

L’OpenCon Italia riprende il modello di altre simili convention organizzate in Europa. Quali sono?

La prima OpenCon è stata organizzata nel 2010 in Gran Bretagna, ed è figlia diretta della BiCon, organizzata da oltre trent’anni, mentre dal 2012 si organizza l’OpenCon Catalogna. Entrambe sono a carattere internazionale, e la lingua usata è, per forza di cose, l’inglese. Nel 2015 si è tenuta invece, a Madrid, la prima OpenCon in lingua non inglese.

Che cosa riprende, quella italiana, dalle OpenCon estere? E soprattutto: secondo te ci abbiamo messo tanto o poco ad averne una anche in Italia?

L’OpenCon Italia ha la stessa struttura ed è mossa sugli stessi princìpi di quelle estere (oltre a contare, tra i propri organizzatori, uno degli organizzatori delle altre). Rispetto alla OpenCon Catalogna, che prevede il contributo pratico dei partecipanti anche per pulizie e gestione, sarà gestita dall’esterno, essendo organizzata in un albergo che provvede alla parte organizzativa: questo potrebbe avere un impatto, anche minimo, sulla sensazione di essere tutti co-costruttori e, di conseguenza, co-responsabili dell’evento.

Rispetto alla seconda domanda, direi che quest’anno i tempi erano maturi per proporre un incontro di questa portata: il poliamore, l’autodeterminazione, sono concetti che vanno diffondendosi sempre più, grazie anche a una riflessione portata avanti più costantemente sui vari media. Credo che sia il momento giusto per costruire spazi di condivisione più allargati.

Chi partecipa all’OpenCon Italia? Per esempio, pensate che ci saranno solo persone poliamorose? Alcune tipologie di persona saranno più rappresentate?

Da una prima occhiata alle prenotazioni, ci sembra di capire che ci sia una distribuzione piuttosto omogenea tra poliamorosi di vecchia data e persone che si stanno approcciando all’argomento: solo durante lo svolgimento però potremo esserne sicuri! Sicuramente abbiamo ricevuto molte richieste da persone che vengono da sole, e meno da “polecole”, ovvero da gruppi di persone già in relazione tra di loro.

Sappiamo che avete pubblicato un codice di condotta da tenere all’interno dell’OpenCon Italia. Ci puoi riassumere qual è e per quali motivi ne avete sentito il bisogno?

Un incontro tra poliamorosi è un’occasione anche per incontrare persone nuove: è più facile relazionarsi con chi ha già un orientamento affettivo di tipo non monogamico. L’esplorazione di vissuti affettivi, inoltre, facilita l’incontro con l’altro. Proprio per questo, però, ci è sembrato opportuno sottolineare i temi del consenso e della co-responsabilità. Il codice è vincolante per la partecipazione all’OpenCon, e ruota intorno al rispetto di sé, delle proprie emozioni e della propria intimità, e all’applicazione dello stesso rispetto nei confronti degli altri, dei loro vissuti, delle loro scelte di condividere o meno il proprio spazio, fisico e psicologico.

Possiamo risentirci dopo l’OpenCon per sapere come è andata?

Assolutamente si!

A voi non resta quindi che aspettare qualche giorno per poter leggere qualcosa in più su questo evento. Stay tuned!

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