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Mutilazioni genitali: una speranza per le donne infibulate

Giovanna Benessere, News Leave a Comment

Mutilazioni genitali: una speranza per le donne infibulate. Le mutilazioni genitali femminili riguardano circa 130 milioni di donne al mondo, e si calcola che ogni anno 3 milioni di bambine e ragazze corrano il rischio di subire questa pratica che comporta modifiche ai genitali esterni che possono andare da piccoli tagli poco rilevanti fino alla famigerata infibulazione. Ma forse oggi esiste una speranza per chi ha subito mutilazioni genitali, lo abbiamo scoperto grazie a un’organizzazione che si chiama Clitoraid.

Clitoraid, i raeliani e le mutilazioni genitali

Clitoraid è un’organizzazione fondata dal movimento raeliano, un movimento religioso fondato negli anni Settanta secondo il quale l’umanità è stata creata da una specie aliena poi identificata come Dio o Dei (probabilmente è molto più complesso di così, ma non voglio togliere spazio alla notizia che vi sto raccontando). Il movimento raeliano è molto sex positive, e considera la sensualità come una forma di risveglio spirituale. Da qui il loro interesse verso la possibilità di aumentare la capacità di provare piacere per le donne che hanno subito mutilazioni genitali, e la collaborazione con chirurghi e sessuologi a livello internazionale, per aiutare le donne con escissioni e infibulazioni attraverso interventi di ricostruzione genitale.

La ricostruzione del clitoride

Una delle più frequenti mutilazioni genitali è l’asportazione della parte esterna del clitoride. Ma il clitoride, come già sapete se avete letto i nostri post, non inizia e finisce al margine della vulva, al contrario è una struttura complessa, che si prolunga all’interno del corpo femminile, ed è tutta molto sensibile. Da una decina d’anni, Clitoraid collabora con medici in grado di portare a termine interventi di ricostruzione volti a ricreare il prepuzio del clitoride spostando all’esterno una parte del clitoride interno e ricostruendo l’epidermide grazie a dei piccoli trapianti. Clitoraid dichiara risultati molto interessanti: il 60% delle loro pazienti ha riferito di aver potuto sperimentare per la prima volta l’orgasmo dopo l’intervento chirurgico e un percorso di riabilitazione psicofisica.

Che cosa ne pensiamo

Curiosando in giro abbiamo trovato diversi studi scientifici che parlano di ricostruzione del clitoride e dei suoi effetti positivi su donne vittime di mutilazioni genitali. Questo tipo di intervento permette a chi vi si sottopone di ritrovare la propria integrità fisica, influisce sulla loro immagine di sé e sul vissuto della sessualità probabilmente già prima che sul piacere fisico di per sé. Riteniamo che sia un ottimo progetto rivolto alle donne e ci auguriamo che sia presto imitato da altre organizzazioni!

E tu che cosa ne pensi? Non dimenticare di commentare per farcelo sapere!

 

 

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